...di sopravvivenza

POZZANGHERE di PRIMAVERA

La primavera quest’anno si fa desiderare…
 Nonostante le margherite punteggino i prati, nonostante i papaveri rossi della loro effimera allegria sboccino su campi e fossi, nonostante la ginestra col suo

 giallo sole ci ricordi che siamo nella bella stagione,  il sole, quello vero,  si nasconde dietro coltri di nuvoloni scuri come la notte e gonfi di goccioloni da scaricare giù sulle nostre teste.
Goccioloni dispettosi che picchiettano sui vetri, rimbalzano sui tetti, si depositano sulla punta del naso, sgocciolano dagli ombrelli e…
formano delle enormi, profonde, meravigliose pozzanghere, di quelle che ti viene voglia di tuffartici dentro a piedi pari per schizzare tutti e vedere quanto è profonda.
Le pozzanghere sono piccoli laghetti a misura di bambino, disseminati qua e là dalla fantasia delle nubi perchè ce ne siano abbastanza per tutti. I grandi sono soliti vederle come un grosso problema per la circolazione sia a piedi che in macchina, come un pericolo per l’igiene personale e la salute (non entrare nella pozzanghera che ti sporchi!!!! oppure non entrare nella pozzanghera che ti bagni e poi ti ammali!!!) e non riescono a capire la magia nascosta in questi piccoli specchi d’acqua.
Allora ragazzi sentite questa storia, e raccontatela alle vostre mamme e ai vostri papà, probabilmente la prossima volta che vi soffermerete sul bordo di una pozzanghera come foste sul trampolino della piscina, invece di sgridarvi, vi seguiranno.
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