...di sopravvivenza

5 cose da sapere sul parto… (che in genere non vi dicono)

Perché lo scrivo? Perché nella vita bisogna essere preparati. e perché tutta quella retorica sul momento indescrivibilmente felice ed unico dell’aspettare un bambino, tutti quei luoghi comuni sul parto danneggiano le storie personali. Finisce che invece di concentrarsi sul suo momento, sulla sua storia personale, una partoriente stia lì a fare il paragone tra se stessa, la narrazione sociale del parto, le aspettative del mondo intero su questo evento, i parti delle amiche, i parti delle amiche delle amiche, (che normalmente tendono a romanzare) o peggio ancora, i parti delle varie star e super donne dello spettacolo (che sono assolutamente romanzati) . E che dire del post parto?

Allora ecco a voi un pò di leggerezza, non prendere le cose troppo sul serio aiuta a viverle bene.

1 ) La vita in ospedale – a volte sono due giorni di permanenza, a volte di più, specie se il bambino ha l’ittero o capitano altri disguidi (chiamiamoli così). io mi sono fatta 5-6 giorni per ogni parto, sono stati tre, in totale è come se mi fossi  fatta le ferie estive. Mia mamma mi diceva, per tirarmi su di morale, quando vedevo che non mi facevano uscire: dai che ti riposi. TI RI-PO-SI. Parliamone. La giornata tipo in ospedale è: sveglia alle 5 e mezza, misurazione febbre (?!), colazione verso le 7 7 e mezza, visita di controllo verso le 9 – intanto bambini in camera dalle 7 alle 8,30 – intanto ti dovresti anche essere lavata peccato che al bagno in camera non c’è il bidet, la doccia è una nel bagno in fondo al corridoio e c’è la fila SEMPRE – poi alle 11 riportano i bambini in camera, poi alle 12 c’è il pranzo, poi ci sono ancora i bambini in camera fino alle 14.30, poi alle 15 c’è l’ingresso dei parenti, che dovrebbero restare fino alle 16 ma se non sono le 16.30 non sono ancora andati via tutti, poi alle 17 ti riportano i bambini in camera, alle 18 c’è la cena alle 19 c’è l’ora di visita dei papà, che dovrebbero uscire alle 20 ma alle 21 ci stanno ancora le infermiere che gli danno la caccia per tutta la corsia perché i recidivi non mollano e si nascondono sotto il letto invece di andarsi a godere un pò di pace a casa, senza capire che tanto a breve potranno godersi i pargoli h24 fra le mura domestiche, e che tempo due giorni dall’ingresso del suddetto pargolo in casa, loro finiranno per voler dormire sul divano.) I bambini poi restano in camera fino alle 23, dopodiché ti dovresti sistemare per la notte, magari tenti di andare in bagno in pace, tenti la doccia di sera perché la mattina è sempre pieno (ma almeno una decina di neo mamme hanno avuto la tua stessa idea), ti dovresti lavare i denti e rilassare un po’. Nel frattempo si è fatta mezzanotte. cerchi di dormire ma la montata lattea ti rende dolorante tutto il seno, così ti rigiri nel letto per un pò poi finalmente prendi sonno. Ma sono le 5. E alle 5 e mezza la giornata ricomincia. Buon RI-PO-SO!!!!

2) Il look. Il look da partoriente, specie dopo l’ingresso in ospedale è, inevitabilmente, qualcosa che va dall’ippopotamo alla mongolfiera, rigorosamente in camicia da notte. E ciabatte. Non importa come sarà la camicia da notte, di quale tessuto, marca, o fantasia, dal look mongolfiera non si scappa. Inoltre e per motivi contingenti, la norma è struccate e poco pettinate, con le occhiaie a piede libero, e complessivamente in uno stato tale che nemmeno dopo una nottata con l’influenza intestinale uno è ridotto così.  Io avevo più o meno l’aspetto di una che aveva dormito in un cassonetto e poi, data la panza, lo aveva ingoiato. il fatto di dover utilizzare il letto per mangiare, dormire, sedersi, conversare, allattare, cambiare il pupo/a etc costringe ad una serie di posizioni per cui finire “smutandate” è la norma, nel senso che per quanto uno si ostini a tirare giù la camicia da notte, quella continua ad ammucchiarsi e ad arrotolarsi fin sotto le ascelle, con buona pace della cellulite e dei mutandoni post parto corredati da un immane materasso che taluni si ostinano a chiamare assorbente. Nella stragrande maggioranza dei casi, alla visita di controllo dei pargoli dopo una settimana dal parto, vi ritroverete nella sala d’aspetto del pediatra dell’ospedale con una serie di sconosciute che vi pare proprio di aver conosciuto una settimana prima, ma così pettinate, vestite e truccate non siete sicure che siano proprio loro come loro non sono sicure che tu sia proprio tu. A me le infermiere dicevano: “AAAAAAH sei tu!!! e mica ti riconoscevo così sistemata!” . Non ho voluto mai indagare se l’affermazione fosse un complimento, relativo al fatto che quando sto normale sono decente, oppure una constatazione del livello di cessagine raggiunta durante la degenza nel reparto maternità.

3)  Il dolore  giratela come vi pare, c’è. La mia prima bambina è nata col cesareo,  a 39 settimane, senza che io facessi un minuto di travaglio. “AAAAAAh beata tu, non hai sofferto!” quante volte lo avete sentito anche voi? Bene parliamone. La mia vicina di letto, parto naturale 10 minuti prima di me, si alzava tranquillamente e gironzolava per la stanza mentre io, inchiodata a letto come una che è stata appena investita da un tir, ero stesa sulla schiena dolorante e praticamente immobile. Se non veniva lei a tirarmi su e tirarmi giù il letto ogni volta restavo lì imbalsamata. Per andare a fare pipì ci mettevo qualcosa come un quarto d’ora d’orologio sempre saldamente ancorata alla flebo che mi portavo dietro con tutto il carrello e piegata in due come una novantenne con la scoliosi. Allora mi sono detta “ eh no!!! io un’altro cesareo no!!” Così della seconda figlia, dopo essermi bene informata e dato che c’erano le condizioni, ho fatto un parto naturale, dato che ero un VBAC cioè un naturale dopo un taglio cesareo, niente epidurale. Vabbè il dolore delle contrazioni è sicuramente forte, però è un inno alla vita. Ho dato il meglio di me nei vocalizzi (chiamiamoli così perchè urla subumane pare brutto) in fase di spinta, ma sostanzialmente il problema per me è stato dopo.Ti metto due punti, solo esterni, mi fa l’ostetrico (eh sì ho partorito con un uomo)  e io pensavo “ beh che sarà mai, ce la siamo cavata bene”. I due punti esterni avevano un nodo grosso come il tappino posteriore di una Bic (avete presente la biro) ed erano fatti con un filo bello cicciotto e duro, così io che avevo fatto tanto per non passare di nuovo le peripezie del cesareo, andavo in giro tutta zoppicante perché mi tirava tutta la patata a sinistra e mi appollaiavo sulle sedie come una gallina su un trespolo perché se mi sedevo suddetto nodo mi si piantava letteralmente nelle parti basse come fosse stato un cactus infilato nelle mutande.  Pur con queste esperienze alle spalle ho fatto la terza figlia, sempre con parto naturale. Urla e spingi “UUUUUUUUH”, adesso spingi senza urlare – ti pare facile – “MMMMMMMMMH”, poi quando siamo in dirittura d’arrivo la sorpresa:  una contrazione è terminata proprio nel mezzo dell’uscita della testa. ” Rilassati” mi hanno detto le ostetriche ( RILASSATI?!?!?!?) “Tanto dobbiamo aspettare che arrivi la prossima contrazione”. Così mi sono ritrovata ad attendere la contrazione dopo con una capocetta incastrata tra le gambe, e come ho già scritto in un altro post, non ho tirato giù tutti gli accidenti perchè ero troppo impegnata a tenere insieme la mia metà destra con la mia metà sinistra. Se tre parti, di cui naturali, siano  frutto di incoscienza o masochismo non saprei dirvi, però, in quest’ultimo caso le cose con i punti sono andate sicuramente meglio, l’unica costante: la paura di scucirsi quando si va in bagno, ci si sente così come una lampo difettosa che si può aprire da sola da un momento all’altro. Però tranquille, pare che non succeda.

4) La popò. No, non quella del bimbo, la vostra!!! la popò è una grande protagonista del post parto, anche se spesso si tralascia l’argomento… Dunque se fate il cesareo saranno interessati non solo alla popò ma anche alle vostre arie interne: avete fatto l’aria? Bene. non avete fatto l’aria? Male. Questione di intestino che si deve rimettere a posto dopo l’intervento. Quindi che siate voi ad aver fatto il cesareo o che sia la vostra vicina di letto, la questione aria sarà un inaspettato quanto non richiesto momento di condivisone collettiva, mentre per la popò un pò di privacy, almeno al momento clou rimane. Ma solo al momento clou.  Perché se l’avete fatta o no, quando e quanta ne avete fatta lo sa tutta la corsia, dato che ve lo domanderanno ogni mattina alla visita di controllo. In ogni caso il problema popò e assolutamente democratico e trasversale: non importa se tu abbia fatto un parto cesareo, un naturale o un vbac, prima o poi dovrai andare al bagno a fare la grossa. Ora se la grossa ritarda l’appuntamento riceverete degli aiuti dalla forma ovale composti di glicerina: avete capito benissimo!! le supposte! Quelle con cui la mamma vi inseguiva da bambine quando avevate problemi di stitichezza…. Ecco adesso invece vi insegue l’infermiera. Io in un impeto di dignità, davanti ad un clistere che pareva una lattina di coca cola, ho optato per la selfie umiliazione, non sarà una foto ricordo, ma almeno resta tra il clistere e me.

5) Il neonato/a – sì quel coso/a lì che avete aspettato 9 mesi, con tante belle aspettative – scusate la ripetizione- come sarà carino come sarà tenero come sarà…. e vi ritrovate a pensare: che è sto coso/a? Si perché appena nati i bambini somigliano più a dei gremlins rugosi, con i connotati  ammucchiati e con un colorito improbabile, che tendono, inoltre ad ammucchiarsi ulteriormente  nelle tutine tanto che non sapete più dove siano finite le gambe. I primi giorni si appallottolano come i bruchi quelli che quando li tocchi fanno la pallina per proteggersi. e poi tendono a fare la cacca, verde o gialla, tanta, ma tanta, che gli arriva tranquillamente fino al collo (non solo i primi giorni…la questione cacca è una costante e normalmente col tempo tende a peggiorare). No non li prendono indietro, il reso non c’è. No, non esiste nemmeno la versione trial.              No, purtroppo non vi danno nemmeno le istruzioni. E fidatevi, le istruzioni che tenteranno di rifilarvi vostra mamma e vostra suocera sono relative ad un modello datato ed uscito di produzione. Meglio fare di testa vostra.

Tagged , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *