...di sopravvivenza

Ora del tracollo: 18.02

Nottata in bianco: brutti sogni? mal di pancia? fastidionite acuta? BOH.

Fatto sta che non ha dormito lei e non abbiamo dormito noi. Alle 5 di mattina ha iniziato a dormire come un angioletto della Thun. E chi la sveglia? Se ci provo dopo una nottata del genere passiamo dall’angioletto Thun al diavolo della Tasmania nell’arco di un millisecondo. Bene. Resto a casa, per lasciarla dormire, pensando che non si alzerà prima di mezzogiorno. Ore 8.30 Ottavia è sveglia, zompetta e cinguetta per casa come se niente fosse. Io: occhiaie alla zuava.

Vabbè, penso, vedrai che più tardi si addormenta, che ne sò al massimo dopo pranzo. Come no. E’ finalmente crollata alle 18.02. Io occhiaie che dalla zuava sono passate al risvoltino alla caviglia e tachicardia per il sonno perso. Ma poi, dico io, è normale addormentarsi così?!?

Ora:

  1. la prendo la impacchetto e la spedisco alla Thun (faccio finta che sia un reso, speriamo che ci caschino)
  2. la traslo nel giardino dei nonni dicendo che è una scultura decorativa di ultima generazione
  3. la imprigiono in una colata di gesso per fare una statua postmoderna ma soprattutto con la speranza che in questo modo non possa muoversi di lì almeno fino a domani mattina
  4. Boh non lo so non ho altre opzioni… e mo che faccio?!?!?
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