...di sopravvivenza

Una gita in famiglia. Lui nel frattempo….

Succede che ti viene voglia di rompere la routine e piena di entusiasmo proponi la domenica fuori porta per tutta la famiglia al grido di : domenica tutti al mare!!

O al lago, o in montagna, o in piscina, o al parco divertimenti, o dagli amici in campagna … non importa la destinazione ma l’azione, il portare tutta la famiglia, diciamo così, fuori porta o in gita che dir si voglia.

Alle 7.00 della domenica mattina, quando suona la sveglia che hai messo per riuscire a fare tutto in tempo e tentare di uscire ad un’ora decente (cioè tra le 10 e le 10.30) , già ti sei pentita di aver organizzato la famosa quanto famigerata gita.

Insomma ti alzi e inizi a tirare fuori il necessario: borse e borsette per il trasporto di cambi, asciugamani, giocattoli, salviette, fazzoletti etc etc  (meglio il trasloco) borse e borsette per i viveri familiari (meglio organizzare il pranzo di natale per tutto il quartiere).

Lui nel frattempo: dorme.

Rigorosamente in pigiama, perché ti devi sbrigare – pensi:  mi vesto dopo, appena ho finito, e cominci a girare per casa come una trottola per mettere insieme tutto.  Inizi anche a preparare la colazione  e a cucinare/preparare i panini o da mangiare per il pranzo al sacco e, dalle 8.30 dai il via alle operazioni di sveglia del puparame vario che se la dorme alla grande.

Lui nel frattempo: dorme.

Svegli i pargoli (nel mio caso le pargole), li esorti a scendere da letto, metti la colazione in tavola, mamma io voglio il latte caldo, mamma io voglio il latte freddo, io i biscotti, io non voglio il latte, io pane e cioccolata e perché non mi hai preparato i vestiti – ora te li preparo – vai a fare pipì, no la faccio dopo, no dopo dobbiamo uscire, no la faccio dopo, fai come ti pare, vieni a fare colazione – “mo’ vieno”- tu corri dalla cameretta al bagno alla cucina al ritmo di 12 volte al secondo, hai aperto 5 volte il cassetto dei calzini delle bambine senza sapere perchè, cercavi le mutande ma le avevi già prese, ti ritrovi a spalmare la cioccolata sui calzini e a infilare una fetta di pane al piede della più piccola, te ne accorgi, rimetti la fetta di pane al posto suo e il calzino pure facendo la vaga mentre…

Lui nel frattempo: miracolo si è alzato!!!! Prende il caffè.

Tu fai colazione mangiando quello che ti capita tra una cosa e l’altra e ti accorgi di aver scambiato i cerali con le crocchette del cane quando proprio il cane ti guarda incarognito perché ti stai mangiando la roba sua. Ah vero!!! Prima di uscire bisogna pure far mangiare il cane!!!

Bene, fai mangiare il cane, vai al bagno a lavare le bambine piccole, quella grande si lava da sola (almeno quello), e dov’è l’asciugamano che non lo trovo? Ah a proposito! Devo prendere l’asciugamano da portare, vai torni, metti in borsa anche i fazzoletti già che ci sei, la figlia media si è già cambiata due volte perché quello che le hai messo non le piace, la grande bubbola qualcosa, la piccola urla ma la vesti ancora come vuoi tu, sono quasi le 10, sei ancora in pigiama, le borse sono da finire e i viveri da preparare.

Lui nel frattempo: si fa la doccia.

Acceleri, le bimbe più o meno sono pronte, ma la media si sporca di ciccolato col pane e cioccolato che ti aveva chiesto a colazione (un’ora e mezzo fa) e che ancora trascina in giro per casa, pazienza, se la tiene, non la posso cambiare ancora, passi vicino alla piccola e un’odore inequivocabile ti fa capire che “NNNNNNOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!” Il pannolino va urgentemente cambiato. Bene la afferri, la spogli di nuovo, vai in bagno, la lavi, cambi tutto, anche i pantaloni e il body perché si sono appena sporcati, nel frattempo le altre due hanno trovato il modo di litigare e si strappano i capelli a vicenda al grido reciproco di MAMMAAAAAAAAA LA VEDI QUELLA!!!” Finito il cambio tenti di sedare la sommossa ma ti rendi conto che sono le 10,30, sei in ritardo sulla tabella di marcia e sei ancora in pigiama. Urli come una furia, sbatti tutti fuori di casa, hai gli occhi sgranati da folle e le pulsazioni a mille, con quel poco di sanità mentale che ti resta metti dentro le ultime cose, NO ma che dico, ho dimenticato il cambio della piccola, e corri a prenderlo, oddio il biberon, e corri a prenderlo, la crema solare? E corri a prenderla, insomma dopo che hai percorso dentro casa, a furia di fare avanti ed indietro, gli stessi km della maratona di New York, hai raccattato tutto e pensi: forse ci siamo.

Lui nel frattempo: è sceso in cantina tre volte a cercare i piatti di plastica che gli hai chiesto tu, gli avevi anche dato tutte le indicazioni complete di coordinate gprs, ma non li ha ancora trovati

Per la miseria sono le 11 meno 10, sei ancora in pigiama, ti vai a lavare la faccia, finalmente ti cambi le mutande, ti infili i pantaloni e corri in cantina, perché i piatti di plastica sono stati trovati ma lui ne ha presi solo tre e naturalmente ha dimenticato i bicchieri, quindi corri giù, prendi il necessario glielo consegni, così almeno intanto mette la roba in macchina, la grande rientra deve fare pipì, la media rientra, deve fare la cacca (il che significa che poi la devi anche lavare), quindi la sistemi, pensi di riuscire ad infilarti la maglietta ma ti chiede l’acqua, vai in cucina, prendi il bicchiere d’acqua glielo porgi ne beve meno di un sorso e scappa via prima che col resto tu ceda alla tentazione di farle un gavettone, quindi torni in bagno finalmente sono tutti fuori, hai preso tutto, ti infili la maglia, ti dai una pettinata truccarsi non se ne parla, sono già le 11.20 e bisogna sbrigarsi però un filo di mascara per dignità personale magari te lo metti e…

Lui nel frattempo spazientito ti grida: AO’ PERO’, ANCORA NON HAI FATTO? SEI LENTA!!!!

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