RACCONTI

VOGLIO L’ACQUA!!!

Succedeva sempre così, appena erano tutti, ma proprio tutti a letto, in procinto di addormentarsi, Marco gridava a gran voce dalla sua camera che voleva l’acqua.

Inizia con : “mamma, voglio l’acqua” , procedeva con “MAMMA, voglio l’acqua”, e ancora con “MAMMA VOGLIO L’ACQUA” , fino al definitivo e imperatorio “MAAAAAMMMMMMAAAAAA VOOOOGLIO L’ACQUAAAAAAAAA” che faceva praticamente saltare dal letto a turno la mamma o il papà per procurare un bicchiere d’acqua all’assetato figliolo.

Siccome questa situazione si ripeteva puntuale ogni sera, la mamma e il papà di Marco non ne potevano più, ed avevano esortato il figlio a ricordarsi di prendersi un bicchiere d’acqua da mettere sul comodino, subito prima di andare a letto.

Ma per Marco era così bello vedere la mamma o il papà arrivare in camera col bicchiere, che non aveva alcuna intenzione di ricordarsene da solo. Era gratificante sapere che mamma e papà erano sempre lì per lui e, per quanto mugugnassero assonnati ogni volta, non facevano mai mancare le loro attenzioni.

Una sera però, al momento della richiesta, la mamma era talmente stanca che pensò, con tutta la forza che le era rimasta: “perchè non succede qualcosa, che so’ un miracolo, un superpotere o qualcosa di magico, che faccia in modo che Marco si procuri l’acqua da solo? Io non ce la faccio più!!!!!”

E qualcosa successe, o forse successero tutte e tre le cose insieme.

La sera seguente, quando Marco chiese il bicchiere d’acqua, non fece in tempo a finire la frase che gli si rovesciò addosso una secchiata d’acqua che allagò il letto e la camera. Marco rimase fradicio e senza parole. Letteralmente imbambolato. L’acqua l’aveva sicuramente avuta, ma non era quello che intendeva. In più ora la cameretta era un vero e proprio pantano. Perfino i calzini galleggiavano allegri ai piedi del letto.

La sera dopo, il papà non era ancora andato a letto, e stava vedendo un documentario naturalistico sugli oceani.

Anche Marco avrebbe voluto vederlo, ma poi sarebbe andato a dormire troppo tardi, così gli era stato proibito. Appena pronunciò la solita richiesta si vide arrivare addosso a tutta velocità il televisore, con lo schermo tutto blu come le acque dell’oceano. Anzi, non solo, nello schermo della tv si vedeva perfino una bella balena. Sempre tutta blu naturalmente.

Insomma dicevamo, arrivò il televisore e la botta fu pure piuttosto violenta. Così Marco non solo non ebbe proprio l’acqua come la intendeva lui, ma rimediò pure un bel ficozzo al centro della fronte.

La terza sera, Marco si mise a letto deciso ad addormentarsi subito senza chiedere niente. Ma poi complice proprio il sonno, dimenticò il proposito di addormentarsi e pronunciò la sua solita richiesta: “Mamma, voglio l’acqua!”. Non era ancora arrivato al punto esclamativo quando il cane del vicino di sotto, un terranova nero da 70 kg, gli piombò sulla pancia corredato del suo ciotolone d’acqua – praticamente una bacinella, che era intento a bere, e che andò ad annaffiare la faccia di Marco ed il suo cuscino.

Il cane sulle prime emise un guaito di spavento, poi riconoscendo il bambino gli fece le feste felice ed iniziò a leccarlo e sbavarlo tanto da completare l’opera di innaffiamento iniziata con la ciotola d’acqua.

La quarta sera Marco iniziò la frase, si interruppe, aspettò, vide che non succedeva nulla, e allora si decise a completare la consueta richiesta.

Terminò, passarono alcuni secondi in cui Marco pensò bene di averla scampata, quando sentì una voce piuttosto familiare. in men che non si dica si ritrovò, anche questa volta sul letto, una vasca da bagno piena di acqua , con una signora aggrappata sul bordo che continuava a strillare arrabbiatissima per l’accaduto. la signora in questione era sua nonna, ed abitava al piano di sopra, ecco perché aveva sentito una voce familiare. Stava preparando il bagno quando le era sparita la vasca da davanti, nel tentativo di riacciuffarla lei ci si era aggrappata, ma la vasca non si era lasciata intimidire ed aveva proseguito la sua corsa verso il letto di Marco. Il bagno naturalmente finì per farlo, suo malgrado, proprio Marco, così la nonna, oltre ad arrabbiarsi con la vasca che aveva deciso di fuggire, si arrabbiò anche con lui.

Il quinto giorno Marco tenne la bocca chiusa. Ma per sua disgrazia pensò di volere un bicchiere d’acqua. Fu la fontana della piazza del paese a presentarsi in camera sua atterrando sul comodino, mentre lui finì preciso preciso sotto lo zampillo principale.

Il sesto giorno Marco pregò la mamma di poter dormire sul divano, poiché era terrorizzato da ciò che poteva succedere in cameretta.

la mamma preoccupata accettò. Anche quella volta, all’iniziò sembrò andare tutto bene.

Poi quando tutte le luci di casa si spensero e ci fu finalmente silenzio, Marco si ritrovò di nuovo a pensare che avrebbe tanto desiderato che la mamma fosse lì con lui con un bicchiere di acqua in mano.

Come al solito non ebbe il tempo di finire il pensiero che in men che non si dica si materializzò, in salotto, un camion dei pompieri corredato di una squadra di efficientissimi pompieri, i quali muniti di idrante, secchi etc, allagarono praticamente tutta la casa. Il camion, grande com’era, restò incastrato in salotto.

In buona sostanza ci volle un’altra squadra di pompieri per salvare i pompieri dal salotto di Marco e Marco e famiglia dall’acqua dei primi pompieri.

La situazione era seria… e sembrava diventarlo ogni giorno di più!

La mamma iniziò ad essere preoccupata, e non ci mise molto a rendersi conto che tutto ciò era stato conseguenza del suo pensiero di pochi giorni prima. La situazione però andava risolta tutti insieme.

Così la settima sera, il papà accompagnò Marco a letto, con un bel bicchiere d’acqua da mettere sul comodino. Gli rimboccò le coperte ed arrivò la mamma che si mise accanto a lui a leggere una fiaba. Poi lo salutò, dandogli la buonanotte e andò a letto anche lei.

Marco non sentiva il bisogno di chiedere niente. Si sentiva infatti coccolato e tranquillo, aveva capito, che i suoi genitori erano lì per lui e ci sarebbero sempre stati.

Da quella sera ci fu sempre un bicchiere d’acqua sul comodino, e un pò di tempo passato insieme prima di dormire.

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