e mo…

 … MO’ COME FACCI o_O?
O ancora meglio e mo’ come faccio, dove la E all’inizio della frase serve a prendere una pausa, un attimo, un millisecondo in cui si fa strada la consapevolezza prima dell’espressione che ci indica, con una certa di dose di sconcerto o di sconforto ( a seconda dei casi), che abbiamo un problema da risolvere.
Non importa la natura del problema, sia che riguardi il fatto di dover allacciare le scarpe al bambino nel parcheggio del supermercato con le buste della spesa in entrambe le mani e un neonato in braccio (ah dimenticavo, naturalmente intanto piove), sia che riguardi il fatto che ci si è allagata casa, o che si è scatenata la varicella al piccolo/a proprio il giorno di partenza per le vacanze,  il … mo’ come faccio è un’espressione che racchiude i dilemmi quotidiani della nostra esistenza dal più piccolo al più grande, e soprattutto, in ogni momento della giornata.
Io per esempio mi sveglio già pensando ..e mo’ come faccio, a svegliarmi in primis, ad alzarmi poi non ne parliamo, prendere il treno per andare al lavoro: un’utopia.
E’ una domanda quotidiana, che mi assilla soprattutto nelle sopra descritte circostanze mattutine.
Da quando poi nella mia vita sono comparsi i figli, o meglio le figlie, questa espressione, oltre ad essere una filosofia di vita (una sorta di filosofia della rassegnazione creativa, dove al mo’ come faccio che racchiude in un solo colpo il complesso svolgersi della vita quotidiana che spesso ci travolge, rispondo con un in qualche modo farò, carico di aspettative e soluzioni estemporanee fino al prossimo .. e mo’ come faccio). Insomma la vita ormai è un puntiforme e arzigogolato succedersi di trovate e soluzioni per i vari e mo’ come faccio, dove la l’espressione quasi dialettale mo’, tanto usata nell’Italia centrale, racchiude in se’ quei significati temporali di immediatezza, momentaneità, conteporaneità e repentina presa di coscienza (quando non addirittura drammatica presa di coscienza del qui ed ora che ci richiede prepotentemente di essere immediatamente affrontato), che sono difficilmente rintracciabili nei più Italiani , lessicalmente parlando, ora o adesso.
Come ho detto, la vita di genitore ci mette davanti a dilemmi quotidiani di ogni genere, da quelli puramente organizzativi o di risposta a piccoli intoppi ed imprevisti (la piccolina ha fatto il suo bisogno grosso proprio durante la passeggiata, si è riempita fino al collo, ma ahimè abbiamo drammaticamente dimenticato il cambio a casa), ai dilemmi educativi legati al rapporto con i nostri pargoli, o alle regole per una vita sana, con se stessi e con gli altri, e proprio in occasione di questi interrogativi ho pensato di ricorrere alla soluzione creativa del racconto. E’ infatti cosa risaputa  che la fantasia e l’immaginazione vogliono la loro parte, specie nei bambini, e così ho pensato e sperato di risolvere qualche mo’ come faccio a suon di fiabe, racconti e filastrocche.
Qualche volta funziona e qualche volta… e mo’ che faccio?